Certificazione ISO 27001 per studi professionali: proteggere i dati e valorizzare lo studio

Sommario

Per uno studio legale, notarile o di commercialisti la riservatezza è parte del mestiere: contratti, dati societari, informazioni fiscali e patrimoniali dei clienti sono il patrimonio su cui si fonda la fiducia. Oggi, però, dichiarare di proteggere quei dati non basta più: clienti, banche e grandi aziende chiedono sempre più spesso di poterlo verificare. La certificazione ISO/IEC 27001 è lo standard internazionale che permette di farlo, attestando che lo studio gestisce la sicurezza delle informazioni con un sistema strutturato, documentato e controllato da un ente terzo. In questo articolo spieghiamo perché la sicurezza dei dati è diventata un fattore competitivo, quali passi concreti servono per adeguare l’infrastruttura IT e arrivare alla certificazione, quali esigenze specifiche hanno notai, avvocati e commercialisti, come affianchiamo gli studi dalla nostra sede di Milano, anche in presenza, e perché la normativa NIS2, pur non rivolgendosi direttamente alla maggior parte degli studi, porterà i grandi clienti a chiedere standard di sicurezza sempre più elevati ai propri consulenti.

Il valore competitivo della sicurezza dati per gli studi professionali

Cos’è la ISO/IEC 27001

La ISO/IEC 27001 è lo standard internazionale che definisce i requisiti di un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (SGSI, in inglese ISMS). L’edizione in vigore è la ISO/IEC 27001:2022: il periodo di transizione dalla versione 2013 si è chiuso il 31 ottobre 2025 e da quella data i certificati emessi sulla vecchia edizione non sono più validi.

La norma non impone una tecnologia specifica. Chiede invece allo studio di analizzare i rischi a cui sono esposte le informazioni e di scegliere, tra i 93 controlli dell’Allegato A (organizzativi, relativi alle persone, fisici e tecnologici), quelli necessari per ridurli, motivando le scelte in un documento chiamato Dichiarazione di Applicabilità. La certificazione viene rilasciata da un organismo di certificazione accreditato, in Italia da Accredia, ha una validità di tre anni ed è soggetta ad audit di sorveglianza annuali e a un audit di rinnovo alla scadenza.

Perché oggi è un fattore di scelta

Il contesto spiega perché la sicurezza dei dati sia diventata un tema commerciale oltre che tecnico. Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 gli incidenti informatici gravi censiti nel mondo sono stati 5.265, in crescita del 49% sull’anno precedente; in Italia sono stati 507, con un aumento del 42%, pari al 9,6% del totale mondiale, una quota molto superiore al peso economico del Paese.

Per uno studio professionale un incidente non significa solo giorni di fermo: significa dover spiegare ai clienti che i loro documenti riservati potrebbero essere stati esposti. Una certificazione ISO 27001 risponde in anticipo a questa preoccupazione. In concreto, può:

  • Semplificare le due diligence dei clienti: molti questionari di sicurezza dei fornitori chiedono se l’organizzazione è certificata, e un certificato accreditato è una risposta verificabile;
  • Rafforzare la posizione negli accreditamenti presso banche, assicurazioni e grandi gruppi, soggetti anche a normative stringenti come il regolamento DORA (Reg. UE 2022/2554) sulla resilienza operativa digitale nel settore finanziario, che richiedono ai fornitori di servizi elevati standard di sicurezza e verificabilità;
  • Dare struttura alla responsabilità dello studio nella protezione dei dati personali, perché l’analisi dei rischi e le misure documentate aiutano a dimostrare l’adeguatezza richiesta dall’art. 32 del GDPR;
  • Trasformare la sicurezza in un processo continuo, con ruoli, verifiche periodiche e miglioramento costante, invece di una serie di interventi occasionali.

Cosa la certificazione non è

Per evitare aspettative sbagliate è utile chiarire tre punti. La ISO 27001 è volontaria: nessuna legge la impone agli studi professionali. Non è una certificazione GDPR e non sostituisce gli adempimenti privacy, anche se li supporta. Non garantisce che un incidente non accada mai: attesta che lo studio ha un sistema per prevenire, rilevare e gestire i rischi in modo controllato e migliorarlo nel tempo.

Adeguamento dell’infrastruttura IT: un percorso pratico verso la conformità

Il percorso verso la certificazione comprende sia la definizione dei processi e delle policy, gestita da consulenti ISO specializzati, sia l’adeguamento dell’infrastruttura IT. È proprio sulla parte informatica che interviene Lanpartners, anch’essa certificata ISO/IEC 27001:2022: lavoriamo a fianco del consulente ISO scelto dallo studio per verificare la parte tecnica, adeguare i sistemi e fornire le evidenze richieste, operando sia da remoto sia negli uffici dello studio a Milano per tutti i controlli sul campo.

Le fasi tipiche sono queste:

  1. Definizione del perimetro: quali sedi, processi, sistemi e persone rientrano nel sistema di gestione. Per uno studio può essere l’intera organizzazione o, all’inizio, le attività più critiche.
  2. Gap analysis: confronto tra la situazione attuale e i requisiti della norma, per capire cosa esiste già, cosa manca e quanto lavoro serve.
  3. Analisi e trattamento dei rischi: identificazione delle minacce alle informazioni dello studio, valutazione della loro probabilità e del loro impatto con il supporto tecnico di Lanpartners per i rischi IT, scelta dei controlli e redazione della Dichiarazione di Applicabilità a cura del consulente ISO.
  4. Interventi tecnici e organizzativi: adeguamento dell’infrastruttura informatica e predisposizione delle evidenze tecniche a cura di Lanpartners, affiancata dalla redazione di policy e procedure e dalla formazione del personale curate dal consulente ISO.
  5. Audit interno e riesame della direzione: verifica che il sistema funzioni davvero prima di presentarlo all’ente esterno.
  6. Audit di certificazione: svolto da un organismo accreditato, di norma in due fasi, una documentale e una sul campo.

Sul piano tecnico, le aree che negli studi richiedono più spesso interventi sono le seguenti:

Area

Cosa verificare

Esempi di intervento

Identità e accessi

Chi accede a cosa, con quali credenziali

Autenticazione a più fattori, profili per ruolo, revisione periodica degli accessi

Backup e continuità

Se i dati si recuperano davvero dopo un guasto o un attacco

Copie offsite e immutabili, test di ripristino, piano di continuità

Dispositivi e aggiornamenti

Stato di PC, server e smartphone dello studio

Gestione centralizzata, patch regolari, cifratura dei dischi

Posta e collaborazione

Esposizione a phishing e condivisioni non controllate

Protezione della posta, regole di condivisione, classificazione dei documenti

Monitoraggio e incidenti

Capacità di accorgersi di un attacco e reagire

Raccolta dei log, procedure di risposta, ruoli definiti

Fornitori

Sicurezza di cloud, software e consulenti esterni

Valutazione dei fornitori, clausole contrattuali sulla sicurezza

Molti di questi temi li abbiamo approfonditi in articoli dedicati: la continuità operativa e il backup, la risposta agli incidenti nelle prime 24 ore e la pianificazione triennale descritta nella nostra IT Roadmap per studi legali. I tempi complessivi dipendono dalle dimensioni dello studio e dal punto di partenza: per questo la gap analysis iniziale è il passaggio che permette di stimarli in modo realistico.

Sicurezza dati per notai, avvocati e studi di commercialisti a Milano

Dalla nostra sede di Milano lavoriamo ogni giorno con studi legali, notarili e di commercialisti. È un’esperienza che ci ha insegnato una cosa: i tre profili condividono l’obbligo di riservatezza, ma trattano informazioni diverse e affrontano rischi diversi, e un sistema ISO 27001 efficace deve partire proprio da queste differenze.

Studi legali

Gli avvocati sono vincolati al segreto professionale, tutelato anche penalmente dall’art. 622 del Codice penale. Atti, pareri, corrispondenza con i clienti e documenti di contenzioso o di operazioni straordinarie sono informazioni di altissimo valore, anche per chi le cerca a scopo di estorsione. A questo si aggiunge il rischio legato all’uso non governato degli strumenti di intelligenza artificiale, che abbiamo analizzato parlando di Shadow AI negli studi legali.

Studi notarili

Il notaio conserva atti e documenti destinati a durare nel tempo e lavora a stretto contatto con registri pubblici e procedure telematiche. Per uno studio notarile la priorità è l’integrità e la disponibilità degli archivi digitali, oltre alla protezione dei dati personali e patrimoniali delle parti. Backup verificati, controllo degli accessi e tracciabilità delle operazioni sono controlli centrali in un sistema ISO 27001.

Studi di commercialisti

Commercialisti e consulenti fiscali gestiscono dati contabili, fiscali e patrimoniali di imprese e famiglie, spesso con accessi delegati a piattaforme della pubblica amministrazione e a gestionali condivisi con i clienti. Le credenziali e i flussi di dati verso l’esterno sono quindi i punti più delicati, insieme alla posta elettronica, canale tipico delle frodi basate sulla sostituzione di IBAN e documenti falsi.

L’affiancamento in presenza per gli studi di Milano

A Milano molti studi assistono banche, assicurazioni e grandi gruppi industriali, soggetti al regolamento DORA e alle altre normative europee sulla resilienza digitale. Per questo sono spesso i primi a ricevere dai clienti questionari di sicurezza e richieste di garanzie. Da oltre vent’anni li seguiamo con servizi IT gestiti e di cybersecurity, e nel percorso verso la ISO 27001 lavoriamo in sinergia con il consulente ISO dello studio: svolgiamo i sopralluoghi tecnici in presenza, verifichiamo l’infrastruttura di rete e di protezione dati e forniamo tutto il supporto informatico necessario, fino alla presenza durante l’audit di certificazione per gli aspetti tecnici.

NIS2 indiretta e supply chain: perché i grandi clienti chiederanno standard più elevati

Cosa prevede la NIS2 in Italia

La Direttiva (UE) 2022/2555, nota come NIS2, è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 4 settembre 2024, n. 138, in vigore dal 16 ottobre 2024, che individua nell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) l’autorità competente. Per i soggetti inseriti nell’elenco NIS nel 2025, l’obbligo di notifica degli incidenti è operativo da gennaio 2026 e le misure di sicurezza di base vanno rese operative entro il 31 ottobre 2026; dopo quella data l’ACN può avviare verifiche e ispezioni. Per chi è entrato nell’elenco nel 2026 i termini sono il 1° gennaio 2027 per le notifiche e il 31 luglio 2027 per le misure. La notifica di un incidente significativo al CSIRT Italia segue tre tempi: una pre-notifica entro 24 ore da quando se ne viene a conoscenza, una notifica entro 72 ore e una relazione finale entro un mese. Abbiamo introdotto la direttiva nel nostro articolo sulla NIS2 e la sicurezza digitale delle aziende.

Perché riguarda anche gli studi professionali

Nella maggior parte dei casi gli studi professionali non sono soggetti NIS. Lo sono però molti dei loro clienti: imprese dei settori energetico, sanitario, dei trasporti, bancario, manifatturiero e digitale, sopra determinate soglie dimensionali. Tra le misure richieste a questi soggetti c’è la sicurezza della catena di approvvigionamento, cioè la gestione dei rischi legati a fornitori e prestatori di servizi. Con la Determinazione ACN n. 127437/2026 i soggetti NIS devono comunicare ogni anno all’Agenzia l’elenco dei propri fornitori rilevanti: sebbene uno studio professionale di norma non rientri tra questi ultimi, le esigenze generali di sicurezza della supply chain portano comunque i clienti NIS a richiedere garanzie ai propri consulenti.

In pratica, i soggetti NIS devono mappare i propri fornitori, valutarne il livello di sicurezza, definire requisiti proporzionati e tradurli in clausole contrattuali, con diritti di verifica e obblighi di notifica degli incidenti. Uno studio che accede ai sistemi del cliente o tratta le sue informazioni riservate può rientrare in questa valutazione: è quindi ragionevole aspettarsi che sempre più clienti chiedano ai propri consulenti questionari di sicurezza, evidenze documentali e clausole contrattuali specifiche.

Il ruolo della ISO 27001

La NIS2 non impone la certificazione ISO 27001, né ai soggetti obbligati né ai loro fornitori, e la certificazione non sostituisce gli adempimenti previsti dal decreto. Molti temi però coincidono: analisi dei rischi, gestione degli incidenti, continuità operativa, controllo degli accessi, sicurezza dei fornitori. Per questo un certificato ISO 27001 accreditato è uno dei modi più riconosciuti con cui un fornitore può dimostrare a un cliente soggetto NIS di gestire la sicurezza in modo strutturato, e può semplificare le verifiche che il cliente è tenuto a svolgere.

Prenota uno studio di fattibilità per la certificazione: rendi il tuo studio un modello di sicurezza

Prima di avviare il percorso è utile capire lo stato dell’infrastruttura informatica. Con uno studio di fattibilità IT analizziamo la tua infrastruttura tecnologica e le esigenze dei tuoi clienti, anche con un sopralluogo sul posto se ti trovi a Milano, per definire:

  • Il perimetro più adatto per la certificazione;
  • Le principali lacune tecniche rispetto ai controlli informatici della ISO/IEC 27001:2022;
  • Gli interventi di adeguamento tecnologico necessari, con le relative priorità;
  • Una stima realistica di tempi e risorse.

La certificazione viene poi rilasciata da un organismo accreditato indipendente, mentre la consulenza organizzativa e procedurale è affidata al consulente ISO scelto dallo studio. Il nostro ruolo è garantire che l’infrastruttura informatica sia solida, sicura e pronta per l’audit. Contattaci per prenotare lo studio di fattibilità IT e scopri tutti i nostri servizi di cybersecurity.

FAQ: certificazione ISO 27001 per studi professionali

Cos’è la certificazione ISO 27001?

È la certificazione, rilasciata da un organismo accreditato, che attesta che un’organizzazione ha adottato un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni conforme alla norma ISO/IEC 27001. L’edizione in vigore è la 2022, con 93 controlli di riferimento nell’Allegato A.

La ISO 27001 è obbligatoria per avvocati, notai e commercialisti?

No. È una certificazione volontaria. Diventa però sempre più richiesta di fatto da clienti come banche, assicurazioni e grandi aziende, che devono valutare la sicurezza dei propri fornitori e consulenti.

Quanto dura la certificazione ISO 27001?

Il certificato ha una validità di tre anni. Durante il triennio l’organismo di certificazione svolge audit di sorveglianza annuali e, alla scadenza, un audit di rinnovo.

Quanto tempo serve per ottenere la certificazione?

Dipende dalle dimensioni dello studio, dal perimetro scelto e dal livello di sicurezza di partenza. Una gap analysis iniziale è il modo più affidabile per stimare tempi e interventi necessari.

La NIS2 si applica agli studi professionali?

Nella maggior parte dei casi no, ma si applica a molti loro clienti. Di norma uno studio professionale non rientra tra i fornitori rilevanti ai sensi della Det. ACN 127437/2026, ma i soggetti NIS devono comunque valutare i rischi della propria catena di approvvigionamento e possono quindi richiedere ai propri consulenti garanzie, questionari e clausole contrattuali sulla sicurezza.

La ISO 27001 garantisce la conformità alla NIS2 o al GDPR?

No. Non sostituisce gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 138/2024 né quelli del GDPR. Molti requisiti però si sovrappongono, e un sistema certificato aiuta a dimostrare di aver adottato misure di sicurezza adeguate e documentate.

Chi rilascia la certificazione e qual è il ruolo di Lanpartners?

La certificazione è rilasciata da un organismo di certificazione accreditato terzo, mentre la parte metodologica e procedurale della norma è curata dal consulente ISO dello studio. Lanpartners, anch’essa certificata ISO/IEC 27001:2022, si occupa esclusivamente dell’infrastruttura informatica: esegue la verifica tecnica, adegua i sistemi IT, fornisce le evidenze informatiche e affianca lo studio e il suo consulente per tutta la componente tecnologica.